giovedì 28 aprile 2011

Parlando di educazione alternativa...

Oggi parlavo con una mia amica educatrice di scuola materna dei vari tipi di educazione alternativa, chiamamola così e cioè i metodi Waldorf e Montessori.
Non nascondo il mio interesse e la mia curiosità verso questi due metodi e dalla gravidanza in poi ho passato molto tempo a leggere articoli, blog e libri che parlassero di questi argomenti.
Ho letto molti post di Claudia, molto utile quello sulla differenza tra Steiner e la Montessori  dove lei consiglia anche delle letture specifiche e proprio in questi giorni il post di Nicoz sulla sua formazione montessoriana.
In questo periodo sto rileggendo (perchè non si finisce mai di trovare spunti interessanti) il libro di Elena Balsamo "Libertà e amore".
Mi piacerebbe conoscere più a fondo tutto ciò e mi piacerebbe altrettanto poter mandare Tommy in una di queste scuole.
E oggi io e la mia amica parlavamo proprio di questo: quanto siano elitari questi ambienti. Le rette sono molto elevate e una famiglia "normale" come noi con uno stipendio e mezzo sarebbe costretta a fare i salti mortali per potersela permettere.
La mia amica mi ha consigliato, dato che amo fare i lavoretti con Tommaso già da adesso, di continuare a dargli questi momenti laboratoriali simili a quelli che fanno in queste scuole. Avranno un valore aggiunto perchè fatti in famiglia anche se non avranno la specializzazione di quelli fatti in quelle scuole.
Infatti, come formazione mia personale, sto cercando di leggere molto anche libri con esempi di lavoretti manuali con i bambini: cucito, paste modellabili, ricettine semplici di torte o biscotti, la lana cardata per fare i pupazzetti. Vorrei poter passare a Tommy tantissime cose...per ora spero di passargli il mio amore e la mia attenzione per lui anche quando gironzola per la stanza in cerca di qualcosa che lo attragga....o quando tenta di infilare un oggetto in una scatola...o quando piega un fazzoletto....io me ne sto in disparte e lo osservo....osservo la sua attenzione, la sua dedizione nel fare, lui non sta giocando, sta facendo un lavoro serio!! Penso che sia questo il significato profondo di questi tipi di educazione: il  grandissimo rispetto per il bambino e per quello che sta facendo.
Quindi innanzi tutto spero di lasciarlo libero di crescere ed esplorare con le sue manine, i suoi occhi e tutti i suoi sensi!
Se qualcuno di voi ha esperienze con scuole Waldorf o Montessori ha voglia di lasciarmi un commento, di raccontarmi qualcosa o semplicemente di darmi qualche dritta??
Buona fine di settimana a tutti voi!

17 commenti:

Pollon72 ha detto...

Ciao, anche io dopo essere diventata mamma mi sono avvicinata a questo argomento, confesso che prima questi nomi li avevo solo sentiti nominare :-)
Anche io ho letto con piacere gli articoli di Claudia, post su vari blog e qualche libro. Mi è piaciuto molto "I bambini hanno bisogno di fiducia". Ora sto leggendo "La scoperta del bambino" di Maria Montessori. (Waldorf non mi ispira molto invece). Ti consiglio di leggere qualche libro di Montessori, io sono arrivata circa a metà. E' una lettura molto interessante, talvolta impegnativa o anche noiosa ma ti da una visione di quello che è il suo metodo. Di tutti i giochi, lavoretti, il pensiero che c'è dietro al metodo Montessori. E sai che ti dico? Mi piace, mi piace il metodo, i giochi e questa grande donna. Ma ho scoperto che ci sono anche cose che non mi piacciono! Nei vari articoli che si leggono sono riportate solo le cose belle e nessuno spiega in modo approfondito come si lavora nelle Case dei bambini. Prima o poi voglio scrivere un post su questo libro, vorrei prima finirlo ma la lettura procede a rilento. E nel frattempo ho iniziato a leggere anche "Giocare con tatto". Secondo me se offri al tuo bimbo momenti in cui gli proponi giochi e spunti tratti dal metodo Montessori gli offri qualcosa di molto bello. Personalmente non credo manderei mai mio figlio in una scuola Montessori perchè, a parte il costo, è davvero molto molto alternativa :-) ciao!

Claudia - La casa nella prateria ha detto...

Purtroppo hai ragione, queste scuole hanno spesso rette inavvicinabili per una famiglia normale. Io ho dovuto farmi assumere per mandare i miei figli alla scuola Montessori! ;-). Nelle scuole steineriane invece la retta dovrebbe essere calcolata in base al reddito delle famiglie. Almeno questa era l'idea di Rudolf Steiner. Ma la domanda è talmente grande che fanno presto a scegliere solo quelli che possono pagare. :(

Detto questo, resto convinta che la parte più grande dell'educazione dei nostri figli spetti a noi e penso che proporre le attività in casa sia un'ottima idea.

Concordo con Pollon sul fatto che non si possano "abbracciare" questi metodi al 100%: siamo esseri umani e dobbiamo filtrare il tutto con le nostre personali convinzioni ed inclinazioni.

Non bisogna però dimenticare che ciò che si legge nei libri di Maria Montessori è stato scritto 100 anni fa e che la maggior parte delle scuole adatta il metodo ai tempi che cambiano. La "nostra" scuola, ad esempio, non la definirei affatto "alternativa"...

mammamichi ha detto...

Interessante questa tua riflessione. Chi mi segue saprà che entrambi i miei figli frequentano una scuola steineriana. Una scelta fatta per aiutare Lorenzo dopo due anni di forte disagio nella scuola statale.
Sono felice di aver scoperto questa pedagogia e noi genitori, insieme ai bambini, abbiamo iniziato un percorso a scuola come a casa; le due cose non possono essere scollegate!
L'ambiente che i miei bambini hanno trovato in questo tipo di scuola lo considero assolutamente naturale per loro, tanto che mi risulta impossibile considerarlo alternativo!
Per quanto riguarda la retta è vero, se non c'è un minimo di disponibilità economica è difficile... nella nostra scuola, però, chi può permetterselo versa una quota di solidarietà in aiuto alle famiglie con difficoltà o con più figli iscritti.

Sibia ha detto...

anch'io mi pongo il problema. E anche noi non avremmo accesso ad una scuola di questo genere per motivi economici (visto che abbiamo deciso di rinunciare al mio stipendio per permettermi di stare a casa col tarta) e di accessibilità (è lontana). Per ora la mia mediazione sta nel fatto di non mandarlo al nido e poi mandarlo a scuola per il minore tempo possibile (alla materna andrebbe giusto le tre ore del mattino, uscendo prima di pranzo), in modo da mantenere n considerevole tempo a casa in cui rielaborare anche quello che succede a scuola. Certo è che comunque un po' solo preoccupata lo stesso, soprattutto in relazione alla piccola età dei bimbi che minore è, più li espone a trattamenti poco consoni alle scelte educative che abbiamo fatto..
Fatto sta che per me quello che importa non sono i laboratori o le attività, ma la relazione col bambino, e qui la scuola tradizionale purtroppo ha spesso molte pecche.

valentina ha detto...

@Silvia:Forse in questo post mi sono spiegata un po' male e sembra che abbia dato molta importanza solo ai laboratori...certo mi sembrano importanti e interessanti ma più di tutto è fondamentale il modo in cui le insegnanti si pongono nei confronti del bambino...comunque anche io aspetterò che compia tre anni per mandarlo alla scuola materna e solo al mattino almeno all'inizio..intanto cercherò di farmi spostare l'orario di lavoro al mattino almeno in qualche giornata in maniera da poter condividere i pomeriggi con lui e come dici tu rielaborare l'esperienza scolastica.
E speriamo che lo prendano a scuola perchè poi c'è da affrontare tutto il discorso delle graduatorie!!;)
un abbraccio!

Sibia ha detto...

Ho voluto puntualizzare la cosa dei laboratori perché noto in giro (anche su web) una certa tendenza ad identificare bontà pedagogica con quantità di attività e laboratori. Io mi reputo abbastanza montessoriana in questo: credo che ai bimbi basti la semplice vita in casa e fuori casa per essere adeguatamente stimolati (ovviamente se liberi di viverla e non chiusi in box o legati in sdraiette), perché sostanzialmente si stimolano da soli e sono loro stessi i creativi, a noi basta seguirli ;)

valentina ha detto...

Sì sì infatti Tommy ama giocare più con le pentole vere che con altro oppure con lo stendino e i panni da stendere!;)
però secondo me, correggimi se sbaglio, proporgli ogni tanto lavoretti o anche semplicemente coinvolgerlo nel fare il pane ad es può essere un modo per far passare la giornata in maniera diversa soprattutto quando piove e non si può andare a scorrazzare fuori ;)))

Sibia ha detto...

assolutamente!! :)

vany ha detto...

pur non sapendo di cosa stessi parlando (montessori lho solo sentito nominare alcune volte), sono rimasta colpita dal tuo post e vorrei saperne di più.. un bacio

Frida ha detto...

io sono andata a vedere la scuola montessoriana e posso rassicurati: la retta fa paura, ma la persona con cui ho parlato ancora di più.
Come l'abito non fa il monaco, l'etichetta non è garanzia di un buon approcio pedagogico.
L'episodio è accaduto più di un mese fa e purtroppo non ho ancora avuto il tempo di scrivere la mia esperienza - a dire il vero nno sto scrivendo quasi più nulla :( - ma di montessoriano avevano ben poco...

Sibia ha detto...

@ Frida.. questo era proprio il mio timore: è facile, fin troppo, ridurre il pensiero della Montessori a qualche regolo e materiale didattico.. ma il succo è ben altro!!!

Pollon72 ha detto...

Sibia, sono perfettamente d'accordo con te! Quello che si legge in rete o sui libri dedicati alla Montessori è poca cosa. Nei prossimi giorni, mi sono decisa, dedico un post al libro La scoperta del bambino. Che mi ha fatto capire, in parte, cosa è il metodo Montessori.

Mrs. Owens ha detto...

ciao, ne ho parlato proprio nel post di oggi.
Buon fine settimana

Nella mia soffitta... ha detto...

Io penso che la migliore educazione alternativa ai nostri figli la possiamo dare solo noi genitori. E' importante essere recettivi,sensibili ed aperti. Non fossilizzarsi dietro ad un metodo, adattarsi a tutti i costi ad esso, ma prenderne il meglio e trovarne la giusta applicazione. In tutto ciò amo moltissimi aspetti della pedagogia montessoriana ed anche di quella steineriana.. mi lasciano perplessi molti altri punti che io penso si possano sostituire e colmare con il nostro più razionale buonsenso. E poi, bhe... l'amore... esiste un'educazione migliore? Grazie per questo post! Mi ha fatto riflettere molto...

mammabucolica ha detto...

Sto continuando a pensare la stessa cosa di nella mia soffitta. Con Frida abbiamo discusso molto su questo argomento, e nella nostra città sembra non essere nulla di valido.
Che fare?

Piccolalory ha detto...

Come hai ragione! Giorni fa pensavo che non ho fatto in tempo a finire di documentarmi sullo svezzamento... che sono già indietro con le letture di pedagogia ;-)! In linea di massima prediligo i metodi "misti", non le scelte esclusive... e cerco anch'io di applicarli alla nostra quotidianità... chissà che poi, in un sereno confronto con la scuola non nasca qualche bel progetto... qui, per esempio, in una scuola materna (uso ancora la vecchia terminologia, lo so :-P) i genitori hanno proposto e allestito un orto didattico!

vivian ha detto...

ciao
intanto ti saluto
ho scoperto adesso il tuo blog
condivido quello che scrivi
anch'io sono un'autodidatta dei metodi di cui parli
ho due gemelli di 2 anni che frequentano un asilo comunale. siamo stati fortunati ad incontrare una maestra attenta. ma sappiamo che per tutti non è così. a casa capirai che impresa proporre giochi, realizzati da me, e cercare di attirare l'attenzione di entrambi. però si fa, si osservano e di percepiscono le differenze e le volontà e si seguono le loro inclinazioni. non è sempre facile e non si può fare sempre ma partiamo da un presupposto unico:crescere bambini liberi, indipendenti, curiosi...
grazie
ti rimando al mio blog per scambiare idee
http://duepercento.blogspot.com